{"id":678,"date":"2023-02-09T17:06:17","date_gmt":"2023-02-09T17:06:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aigredoux.net\/?page_id=678"},"modified":"2023-02-09T17:06:17","modified_gmt":"2023-02-09T17:06:17","slug":"leopardi-di-alessandra-buschi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.aigredoux.net\/?page_id=678","title":{"rendered":"Leopardi (di Alessandra Buschi)"},"content":{"rendered":"\n<p>I toscani hanno un nonsoch\u00e9 che non \u00e8 normale. Voglio dire: comune. I toscani sanno prendersi in giro e hanno sempre la battuta in tasca da tirar fuori al momento opportuno.<br>I toscani anche se ci hanno un problema non drammatizzano e ci sanno vivere, con il loro problema, anzi: ci fanno su dell&#8217;ironia coi loro problemi, anche se questo non vuol dire che loro i problemi non ce li abbiano: ce l&#8217;hanno eccome ma ci fanno dell&#8217;ironia su, ecco tutto. Io credo che se Leopardi anzich\u00e9 a Recanati fosse nato in Toscana ci avrebbe fatto un paio di risate sulle sue sfighe.<br>\u00c8 probabile che, se Leopardi fosse nato in Toscana, non sarebbe stato cos\u00ec malinconico e si sarebbe divertito un po&#8217; di pi\u00f9 durante la sua tormentata vita. E infatti Leopardi l&#8217;aveva pure frequentata la Toscana se non sbaglio; ch\u00e9 si vede lui la buona volont\u00e0 ce l&#8217;aveva pure messa di trovare qualcosa di allegro nella vita, ma non a sufficienza, ch\u00e9 lui dentro la villa paterna di Recanati ci aveva ormai passato troppo tempo. Secondo me doveva proprio emigrare da giovane se voleva salvarsi, e fatta finita. Ch\u00e9 poi s&#8217;era scelto Napoli, e gi\u00e0 un bel passo avanti l&#8217;aveva fatto, per\u00f2 secondo me se si fosse trasferito in pianta stabile a Firenze non si sarebbe attirato tutte le sfighe che invece si \u00e8 attirato.<br>Ch\u00e9 poi non \u00e8 questione di avercela con i marchigiani, tanto di cappello a tutti i Giacomi Leopardi, i Beniamini Gigli, i Gioacchini Rossini e via discorrendo, ma sono le persone ad essere diverse, voglio dire: come la pensano. Ch\u00e9 in Toscana la pensano pi\u00f9 positiva, la vita, di questo sono sicura. Ch\u00e9 il toscano ci nasce con la voglia di prenderla bene, la vita, di divertirsi, mentre il marchigiano no, lo so io come sono i marchigiani, in generale voglio dire, non in specifico, mica si pu\u00f2 fare di tutta l&#8217;erba un fascio. Per\u00f2 \u00e8 cos\u00ec che uno nasce nelle Marche: gi\u00e0 con l&#8217;aria un po&#8217; sfigata, con la convinzione che la vita \u00e8 dura, quasi una fregatura, non lo so perch\u00e9 ma \u00e8 cos\u00ec, mentre per un toscano no: la vita va vissuta con allegria insieme agli altri. Compagnoni, ecco. Compagnoni: i toscani sono compagnoni. I marchigiani invece no, su questo non ci piove.<br>Che poi magari proprio perch\u00e9 \u00e8 nato a Recanati Leopardi ha scritto quello che ha scritto, mentre se avesse abitato in un&#8217;altra regione forse tutte quelle cose pi\u00f9 o meno belle che ha scritto non le avrebbe scritte, ma altre, e allora Leopardi non sarebbe stato Leopardi, ma cio\u00e8 di nome lo stesso, Leopardi Giacomo, ma un&#8217;altra persona dentro, e quindi anche fuori, cio\u00e8 per iscritto.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque tutto questo per dire che in Toscana mi sono sempre accadute cose che altrove non mi \u00e8 mai capitato n\u00e9 di sentire n\u00e9 di fare. Ad esempio l&#8217;erotismo. Voglio dire: tutti pi\u00f9 o meno lo sappiamo cos&#8217;\u00e8 l&#8217;erotismo, anche i marchigiani lo sanno cos&#8217;\u00e8 l&#8217;erotismo: debbono saperlo anche loro cos&#8217;\u00e8 l&#8217;erotismo. E che differenza c&#8217;\u00e8 fra erotismo e pornografia&#8230; e che differenza c&#8217;\u00e8 fra vedere e immaginare&#8230; tra vedere e intravvedere&#8230; eccetera eccetera. Se ne sono dette e pensate tante, e poi, a conti fatti, solo nella propria testa uno ce l&#8217;ha ben chiaro questo concetto di erotismo, che a parole mica \u00e8 sempre facile capirsi. Per\u00f2 in testa uno il concetto ce l&#8217;ha, e ben chiaro. Non \u00e8 una spiegazione: \u00e8 una sensazione, che \u00e8 diverso; che fa scattare un meccanismo nel cervello per il quale tu dici: ok, ho capito, ce l&#8217;ho ben chiaro cos&#8217;\u00e8 l&#8217;erotismo. E cos\u00ec tutti ce l&#8217;abbiamo presente cos&#8217;\u00e8 l&#8217;erotismo, anche se ognuno a modo suo.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma in Toscana c&#8217;\u00e8 l&#8217;erotismo. Almeno io l&#8217;ho incontrato l\u00ec la prima volta, non voglio dire dei marchigiani, ma a conti fatti \u00e8 l\u00ec che l&#8217;ho incontrato.<br>Per l&#8217;appunto si chiamava Giacomo. Aveva quattordici anni. Io undici. Lui terza media, io prima. Un&#8217;altra sezione ma stesso corridoio. Ci si incontrava a ricreazione. Lui faceva casino, io no. Lui invece di mangiare la merenda faceva gli scherzi. Io mangiavo la merenda e guardavo lui che faceva gli scherzi. Era moro, occhi neri, alto per la sua et\u00e0, secco.<br>Io stavo zitta, non dicevo niente a nessuno, ma tutti lo sapevano che a me piaceva Giacomo. Forse anche Giacomo lo sapeva che mi piaceva lui. Io non lo sapevo se a Giacomo piacevo io. Alla fine dell&#8217;anno io venni promossa in seconda, lui fu neanche ammesso all&#8217;esame.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;erano quelli che per la promozione ricevevano un regalo. Io, siccome ero stata promossa e quindi non avevo fatto altro che il mio dovere, non ricevetti nemmeno un regalo, per\u00f2 potevo spassarmela tutta l&#8217;estate al mare. A Giacomo invece, che non era stato promosso, tocc\u00f2 la punizione. Per chi veniva bocciato, la punizione consisteva nel lavorare durante l&#8217;estate. Per Giacomo fu lavorare da sua sorella.<br>Guarda caso la sorella di Giacomo di mestiere faceva la parrucchiera, e guarda caso mia madre in quel periodo andava proprio a farsi i capelli dalla sorella di Giacomo.<br>Quel giorno, guarda caso, io non feci storie per accompagnare mia madre dalla parrucchiera e &#8211; sempre guarda caso &#8211; quel giorno mi venne l&#8217;idea di darmi una spuntatina. Cos\u00ec, tanto per togliere le doppie punte.<br>Sempre guarda caso, i miei capelli erano rinomati perch\u00e9 belli lunghi, lisci, n\u00e9 grassi n\u00e9 secchi; molte mie compagne di scuola invidiavano la mia chioma fluente e sempre avevo amichette e cuginette che facevano a gara per potermici metter su le mani, nei miei capelli, per darmi una strecciatina o farmi una pettinatura.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma: accompagno mia mamma dalla parrucchiera e l\u00ec c&#8217;\u00e8 Giacomo. Quando mia mamma dice Anche lei deve tagliarsi i capelli, la sorella di Giacomo fa occhietti furbi, occhieggia insomma, ch\u00e9 non so come mai ma pure lei doveva averlo capito che a me piaceva Giacomo. E allora, sempre con occhietti furbi, la sorella di Giacomo dice a Giacomo: Intanto che io faccio la signora, tu fai lo sciampo a lei.<br>Ch\u00e9 a lei sarei stata io, vale a dire: che la sorella di Giacomo aveva ordinato a Giacomo di fare a me lo sciampo, e siccome quella era la punizione di Giacomo per la bocciatura, cio\u00e8 di ricevere ed eseguire tutti gli ordini che gli sarebbero stati impartiti da sua sorella, allora lui mica poteva tirarsi indietro e dire che no non me li avrebbe lavati i capelli.<br>Al che io lo vedo che Giacomo \u00e8 un po&#8217; titubante, nel senso che cerca con occhi imploranti gli occhi di sua sorella, ma sua sorella non fa una grinza e si mette a maneggiare sapientemente la testa di mia madre e ci lascia soli l\u00ec in piedi nella zona lavaggio. Al che io e lui ci guardiamo e lui fa la faccia di quello che Mi tocca farlo, mentre io di quella che Se proprio ti tocca&#8230;, anche se in realt\u00e0 la mia \u00e8 solo una faccia d&#8217;occasione, in quanto quello che penso davvero \u00e8 tutt&#8217;altro, ovvero Ci speravo.<br>Perch\u00e9 cos\u00ec era: che ci speravo proprio tanto che Giacomo mi facesse qualcosa, e per il momento mi bastava che mi toccasse i capelli, che per me era la cosa pi\u00f9 bella che Giacomo potesse farmi, che era come dire che li affidavo a lui, i miei capelli, e che quindi lui poteva toccarmeli, i capelli, anzi a dir la verit\u00e0, vista la punizione, doveva toccarmeli, i capelli.<br>Cos\u00ec mi accomodai sulla seggiola e piegai la testa all&#8217;indietro. Giacomo era al suo primo giorno di lavoro e mi sentivo un po&#8217; cavia e molto al settimo cielo.<br>Allora lui prese il telefono della doccia, si fece scorrere l&#8217;acqua sulla mano finch\u00e9 non fu abbastanza calda e inizi\u00f2 a bagnarmi i capelli, e a me, che me ne stavo a occhi chiusi con la testa all&#8217;indietro seduta sulla seggiola, sembrava che fosse lui ad accarezzarmi i capelli con tante piccole dita d&#8217;acqua. Poi Giacomo doveva versare lo sciampo ma non sapeva quanto, cos\u00ec lo chiese a sua sorella e io sentii una quantit\u00e0 forse esagerata di sciampo pesarmi freddo sulla testa e colarmi lungo i capelli.<br>Ora lui doveva proprio mettercele le sue mani tra i miei capelli: non poteva mica farne a meno. Ora doveva proprio toccarmeli i capelli, con tutte e dieci le dita, e affondarle fra i miei capelli, le sue dita, e arrivare fino alla cute per insaponarli bene, i capelli, far penetrare la schiuma, usare tutte e due le mani, tutte e dieci le dita, passarmele sulla testa, frizionare, toccare. Doveva farlo, mica poteva tirarsi indietro.<br>Cos\u00ec sentii le sue dita che incerte entravano nel folto, tastavano, frugavano, sentii che allisciavano, strusciavano, si muovevano. E io stavo l\u00ec, con la testa reclinata all&#8217;indietro, a occhi chiusi, e lui alle mie spalle, con i miei capelli fra le mani, che erano cosa sua in quel momento, i miei capelli: a lui spettavano in quel momento i miei capelli, solo a lui.<br>Fu un lavaggio breve ma intenso. I miei capelli furono sciacquati, qualche goccia mi col\u00f2 lungo il collo, s&#8217;infil\u00f2 sotto l&#8217;asciugamano e and\u00f2 a bagnarmi la maglietta.<br>Prima di farmi alzare, Giacomo mi frizion\u00f2 la testa con troppa poca energia. Per paura di farmi male, disse. Io dissi No no fai pure. Te li tiro? chiese. No no, dissi, non me li tiri.<br>Mi alzai. Era la prima volta che lo facevo, disse lui.<br>Anche per me era una prima volta, ed era stata meravigliosa. Ma questo lui non lo sapeva, che adesso s&#8217;era aperto quel cassetto del mio cervello, che dentro ci si era sistemata quella sensazione, e che per sempre e per sempre l&#8217;avrei poi conservata cos\u00ec nella mia memoria. \u00c8 questa la mia sensazione di erotismo, l&#8217;immagine che mi si affaccia al cervello quando faccio mente locale su questo argomento. Lui, Giacomo, non lo ha mai saputo che questa \u00e8 l&#8217;immagine che conservo, che il mio cervello ha catalogato e messo in archivio.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse, se non fossi nata in Toscana, oggi non sarebbe questa la mia sensazione di erotismo, vallo a sapere. Cos\u00ec: tanto per dirne una che mi \u00e8 accaduta quando abitavo ancora l\u00e0.<br>Che poi di Giacomo non ne so pi\u00f9 nulla: per quanto mi riguarda potrebbe abitare a Katmandu o ancora l\u00ec, essere diventato un azionista della fiat o un allevatore di mastini napoletani, un operaio dell&#8217;italsider come uno stupratore di minorenni, un cocainomane come anche aver messo su un salone di bellezza con sua sorella. Vallo a sapere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I toscani hanno un nonsoch\u00e9 che non \u00e8 normale. Voglio dire: comune. 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