{"id":727,"date":"2023-02-15T17:34:44","date_gmt":"2023-02-15T17:34:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aigredoux.net\/?page_id=727"},"modified":"2023-02-15T17:34:44","modified_gmt":"2023-02-15T17:34:44","slug":"13-dicembre","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.aigredoux.net\/?page_id=727","title":{"rendered":"13 dicembre"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>La prova<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>di Maurizio J. Bruno<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ziruk e Antalya seguivano quel sentiero da ore. Il freddo intenso li aveva resi muti. Ma non c&#8217;era bisogno di parlare. I loro cuori erano fusi in uno, e a Ziruk sembrava di poter sentire attraverso il cuore di Antalya e viceversa.<br>Il pi\u00f9 stanco dei due sarebbe dovuto essere Ziruk, che camminava a piedi, ma Antalya, a cavallo del piccolo asino, aspettava un figlio e pareva segnata dal viaggio anche pi\u00f9 del compagno.<br>I pensieri si dibattevano nelle teste di entrambi. Ogni tanto Ziruk li fermava e cercava di ricapitolare dall&#8217;inizio gli avvenimenti degli ultimi mesi. Sembrava impossibile, ma fino alla notte del sogno lui aveva addirittura ignorato l&#8217;esistenza di Antalya.<br>A pensarci bene, il primo mistero era proprio quello: come aveva potuto vivere per anni nello stesso villaggio di quella creatura dal viso angelico senza averla mai notata? Era forse stato Dio, ad impedire che lui ed Antalya si fossero incontrati prima? Chi avrebbe potuto dirlo?<br>Certo, se il loro mancato incontro era stato cos\u00ec abilmente premeditato, si era trattato davvero di una bella preparazione ad effetto per il sogno che aveva sconvolto la sua vita. L&#8217;angelo era apparso in un&#8217;esplosione di luce nella sua mente e l&#8217;aveva avvertito con voce serena ma ferma: &#8220;Ziruk, non temere. Il Signore ti ha prescelto per un grande compito. Tu sarai il padre terreno di Suo figlio. Il figlio di Dio verr\u00e0 sulla Terra per salvare tutta l&#8217;umanit\u00e0, e tu l&#8217;alleverai come se fosse tuo. Domani una donna che non conosci verr\u00e0 da te e ti domander\u00e0 di chiederla in sposa allo zio, presso il quale ella vive. Tu accetterai, e tra nove mesi ella partorir\u00e0 il Salvatore dell&#8217;umanit\u00e0.&#8221;<br>Poi, con un bagliore ancora pi\u00f9 accecante, l&#8217;angelo era scomparso, lasciandolo seduto nel suo giaciglio a domandarsi se avesse sognato o se avesse avuto una visione. L\u00ec per l\u00ec non aveva saputo rispondersi, ma quando il giorno dopo la bella Antalya si era presentata da lui, egli aveva capito che davvero stava per diventare uno strumento di Dio. Ed aveva accettato.<br>La notte dopo, l&#8217;angelo era ricomparso a spiegare i dettagli della situazione, dettagli che a Ziruk non erano piaciuti affatto. Lui ed Antalya non avrebbero avuto contatti fisici, n\u00e9 prima n\u00e9 dopo il matrimonio, eppure dal grembo della donna sarebbe nato il Salvatore. Egli stentava a credere a questa profezia, ed allora l&#8217;angelo l&#8217;aveva ammonito: &#8220;Saggio Ziruk, tra milioni di uomini, il Signore ha scelto te. E ti ha scelto per la tua pazienza, perch\u00e9 sa che tu sei forse il solo a poter comprendere la necessit\u00e0 di questi eventi&#8221;.<br>Ziruk avrebbe voluto rispondere. Urlare che non capiva nulla e non poteva promettere amore eterno e fedelt\u00e0 ad una donna con la quale non avrebbe mai potuto giacere. Ma il Signore aveva scelto accuratamente il suo collaboratore terreno, e il buon Ziruk riusc\u00ec ad accettare anche quella necessit\u00e0. Anche Antalya gli raccont\u00f2 una storia simile. Anche a lei era apparso un angelo, ed anche lei aveva conosciuto il suo destino per bocca di quella creatura.<br>Ziruk ed Antalya si erano sposati in fretta ed ora, a quasi nove mesi dal matrimonio, erano dovuti partire per la capitale dove era in corso l&#8217;ennesimo censimento della popolazione della provincia romana.<br>Si stava avvicinando la notte e il prossimo paese era ancora lontano. Ziruk cominci\u00f2 a guardarsi intorno alla ricerca di un posto dove passare la notte. Dopo un po&#8217; vide una grotta ad una certa distanza dal ciglio della strada. Qualcuno l&#8217;aveva adibita a stalla, ed al suo interno aspettava mansueto la notte un bue. L&#8217;odore di stalla era forte, ma almeno il calore dell&#8217;animale rendeva pi\u00f9 sopportabile la temperatura all&#8217;interno. Ziruk torn\u00f2 indietro alla strada dove Antalya l&#8217;attendeva in groppa all&#8217;asino, avvolta da un mantello azzurro. Se ne scorgevano solo gli occhi, ma quegli occhi erano capaci di infondere la serenit\u00e0 nel cuore del giovane falegname.<br>&#8220;Ci fermeremo qui stanotte. Fa troppo freddo ed \u00e8 troppo buio per andare avanti&#8221; le disse con dolcezza.<br>&#8220;Certo, mio sposo&#8221; rispose la donna &#8220;Solo, aiutami a smontare dall&#8217;asino, per favore&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><em>(Fine prima parte &#8211; Prosegue)&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>(Contenuto pubblicato per la prima volta su antoniomessina.it il 13\/12\/1999)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.aigredoux.net\/?page_id=725\" data-type=\"page\" data-id=\"725\">12 dicembre<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.aigredoux.net\/?page_id=729\" data-type=\"page\" data-id=\"729\">14 dicembre<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prova di Maurizio J. Bruno Ziruk e Antalya seguivano quel sentiero da ore. Il freddo intenso li aveva resi muti. Ma non c&#8217;era bisogno di parlare. 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