{"id":741,"date":"2023-02-15T17:50:29","date_gmt":"2023-02-15T17:50:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aigredoux.net\/?page_id=741"},"modified":"2023-02-15T17:50:29","modified_gmt":"2023-02-15T17:50:29","slug":"19-dicembre","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.aigredoux.net\/?page_id=741","title":{"rendered":"19 dicembre"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il regalo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>di Antonio Messina<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mancava solo il nonno. Per quanto ci pensasse, Marco proprio non trovava un&#8217;idea per il regalo di Natale da fare al nonno. Un&#8217;idea bella, s&#8217;intende, perch\u00e9 era il nonno che lo accompagnava al campo due volte a settimana, e di questo Marco gli era molto grato. All&#8217;ora in cui cominciavano gli allenamenti, il babbo e la mamma erano impegnati col lavoro e, senza il nonno, il calcio, il Mister, i compagni, le docce calde e i campi infangati sarebbero rimasti un sogno.<br>Di quel sogno era bello tutto: l&#8217;attesa dell&#8217;autobus, il breve viaggio, e poi quel mezzo chilometro a piedi sempre riempito da racconti d&#8217;epiche gesta di campioni. Marco aveva dodici anni, e qualche volta capitava ancora che la mamma gli leggesse delle fiabe. Ma quelle del nonno, quelle s\u00ec che erano storie! Passaggi millimetrici, tiri violenti che toglievano le ragnatele dal &#8220;sette&#8221;, palloni che passavano beffardi fra le gambe degli avversari. E poi attaccanti che nessuno poteva fermare, difensori che nessuno poteva superare, e portieri imbattibili che pareva avessero le ali e con quelle volassero da un palo all&#8217;altro. Le storie del nonno alternavano nomi esotici e curiosi a ruvide sillabe italiane che restituivano, da sole, il sapore di un&#8217;epoca passata: Puskas e Armando Picchi, Garrincha e Angelo Domenghini, Pel\u00e8 e Tarcisio Burgnich. E pi\u00f9 di tutti Corso, Mariolino Corso, il Sinistro di Dio, il calciatore di tutte le meraviglie, il preferito del nonno. Marco ascoltava incantato quelle parole che disegnavano nella sua mente le parabole ardite ed imprendibili dei palloni colpiti da quel piede di velluto. Parabole lente ed irridenti, sembrava che il pallone andasse fuori e invece eccolo scendere all&#8217;improvviso ed infilarsi proprio sotto la traversa, il portiere immobile e stupito, gli avversari in barriera volt\u00e0ti a veder vana l&#8217;inutile diga dei loro corpi.<br>Nonno lo accompagnava al campo due volte a settimana, ma questo non aiutava Marco a scegliere il regalo di Natale. Eppure, pensava, non era possibile che proprio il nonno a cui voleva cos\u00ec bene restasse senza doni. Poi, finalmente, l&#8217;idea.<br>Al nonno l&#8217;aveva chiesto, e prima di chiederglielo si era consultato con la mamma. Cos\u00ec era stato deciso: il regalo di Natale per il nonno sarebbe stato una sorpresa (il che era naturale) per\u00f2 Marco non gliel&#8217;avrebbe fatta trovare sotto l&#8217;albero. Dove, Marco non lo poteva svelare (era una sorpresa!) e neppure quando. Non proprio il giorno di Natale, perch\u00e9 quel giorno l\u00ec, aveva detto al nonno, fargli il regalo non era possibile. Sia la mamma sia il nonno avevano detto: &#8220;Va bene&#8221;. Fu cos\u00ec che quando venne il giorno dell&#8217;ultima partita prima della sosta natalizia, Marco chiese ai genitori di essere presenti anche loro, perch\u00e9 quel giorno avrebbe fatto il suo regalo al nonno. Poi dovette aspettare un bel po&#8217; prima che si presentasse l&#8217;occasione, ma finalmente nel secondo tempo l&#8217;arbitro fischi\u00f2 una punizione a favore della squadra di Marco, che si precipit\u00f2 sul pallone e pretese di battere lui quel calcio piazzato. Si volt\u00f2 verso le tribune, vide dov&#8217;era il nonno e da lontano lo salut\u00f2 con un cenno, quindi si chin\u00f2 e prese la poca terra che poteva stare nella sua piccola mano. Stese il pugno davanti a s\u00e9, lo apr\u00ec appena, e lasci\u00f2 che lentamente, come da una clessidra, ne cadesse la terra. Nessuno cap\u00ec, intorno a lui e sugli spalti. Nessuno tranne il nonno, che aveva gli occhi lucidi.<br>Ai lettori di questa storia, non serve sapere se Marco tir\u00f2 la punizione come voleva e come sognava. Neppure serve sapere se il pallone super\u00f2 la barriera disposta dagli avversari, e dopo quella le mani del portiere proteso in tuffo. Ai lettori di questa storia non serve conoscere se il pallone entr\u00f2 in porta, n\u00e9 quale fu il risultato finale di quella partita. Forse, per\u00f2, sar\u00e0 utile narrare che intorno alla met\u00e0 degli anni Sessanta, durante una gara ufficiale di una competizione internazionale, un giocatore dell&#8217;Inter sub\u00ec un fallo in prossimit\u00e0 dell&#8217;area avversaria. La giornata era brutta. Mario Corso prese il pallone, lo colloc\u00f2 con cura sul terreno, poi prese una manciata di terra del campo su cui stava giocando e la lasci\u00f2 cadere, per capire esattamente, prima di imprimere al pallone la traiettoria vittoriosa, da quale direzione provenisse il vento. E questo era ci\u00f2 che il nonno aveva visto.<\/p>\n\n\n\n<p><em>(Contenuto pubblicato per la prima volta su antoniomessina.it il 19\/12\/1999)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.aigredoux.net\/?page_id=737\" data-type=\"page\" data-id=\"737\">18 dicembre<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.aigredoux.net\/?page_id=743\" data-type=\"page\" data-id=\"743\">20 dicembre<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il regalo di Antonio Messina Mancava solo il nonno. Per quanto ci pensasse, Marco proprio non trovava un&#8217;idea per il regalo di Natale da fare al nonno. 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