{"id":785,"date":"2023-02-16T08:30:23","date_gmt":"2023-02-16T08:30:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aigredoux.net\/?page_id=785"},"modified":"2023-02-16T08:30:23","modified_gmt":"2023-02-16T08:30:23","slug":"costruzione-di-una-macchina-a-foro-stenopeico","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.aigredoux.net\/?page_id=785","title":{"rendered":"Costruzione di una macchina a foro stenopeico"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>COSTRUIRE UNA MACCHINA A FORO STENOPEICO<\/strong><br><em>Testo di Pasquale Aiello &#8211; Fotografie di Chiara Aiello<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La pi\u00f9 semplice macchina a foro stenopeico pu\u00f2 essere costruita con comuni oggetti facilmente reperibili in casa o acquistabili con poca spesa. Esistono, ovviamente, apparecchi pi\u00f9 sofisticati o esteticamente originali (provate solo pensare di fare delle foto con una scatola di metallo del t\u00e8 Twinings o del caff\u00e8 Illy, o con lo scatolone d\u2019imballo della lavatrice appena acquistata\u2026) che per\u00f2 necessitano prima di una certa pratica con la tecnica del foro stenopeico e dell\u2019apprendimento delle nozioni e regole fondamentali della fotografia (in realt\u00e0 molto semplici: distanza focale, apertura diaframma, calcolo dell\u2019esposizione, angolo di campo, valutazione del \u201cdifetto di reciprocit\u00e0\u201d , ecc\u2026).<\/p>\n\n\n\n<p>1) IL CORPO MACCHINA<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/old.antoniomessina.it\/sites\/default\/files\/ForoStenopeico01.JPG\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Per iniziare, la materia prima \u00e8 una semplice scatola delle scarpe che avremo cura di pitturare di nero all\u2019interno (scatola e coperchio): ci\u00f2 eviter\u00e0 il verificarsi della riflessione della luce che penetrer\u00e0 all\u2019interno della scatola attraverso il foro stenopeico (nel nostro caso il foro rappresenta l\u2019obbiettivo).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/old.antoniomessina.it\/sites\/default\/files\/ForoStenopeico03.JPG\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>2) IL FORO STENOPEICO<\/p>\n\n\n\n<p>Tracciamo sul fondo della scatola due diagonali ed otterremo cos\u00ec il punto esatto ove verr\u00e0 posizionato il foro stenopeico che realizzeremo con il domopack nelle prossime sequenze.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/old.antoniomessina.it\/sites\/default\/files\/ForoStenopeico02.JPG\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Dopo aver tracciato le diagonali, possiamo asportare dal centro della scatola un piccolo rettangolo di cartone che verr\u00e0 poi sostituito dalla stagnola.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/old.antoniomessina.it\/sites\/default\/files\/ForoStenopeico04.JPG\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/old.antoniomessina.it\/sites\/default\/files\/ForoStenopeico05.JPG\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Passiamo ora a realizzare il nostro obbiettivo. Occorre della semplice stagnola (la pellicola che utilizziamo per surgelare gli alimenti) opportunamente ritagliata.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/old.antoniomessina.it\/sites\/default\/files\/ForoStenopeico06.JPG\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ora arriva il momento pi\u00f9 delicato: forare la stagnola con la maggiore precisione possibile. Infatti, se il foro dovesse presentare delle sbavature, la luce penetrer\u00e0 all\u2019interno della scatola disperdendosi e formando un\u2019immagine sfuocata. Si opera forando il rettangolino di stagnola con un ago da cucito (il pi\u00f9 sottile reperibile pu\u00f2 dare un foro di circa 0,4 o 0,5 millimetri) avendo cura di poggiare la stagnola su di un giornale. Ci\u00f2 consentir\u00e0 alle sbavature di appiattirsi sui fogli di giornale e di restituirci un foro perfetto (avviso: non ci riuscirete al primo colpo\u2026 probabilmente al secondo).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/old.antoniomessina.it\/sites\/default\/files\/ForoStenopeico07.JPG\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Avendo cura di non \u201cspiegazzare\u201d il rettangolino di stagnola con il foro appena praticato, applicheremo questo, con precisione, al posto del ritaglio di cartone sul fondo esterno della scatola sigillandolo bene con del nastro adesivo. La macchina \u00e8 quasi pronta!<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/old.antoniomessina.it\/sites\/default\/files\/ForoStenopeico08.JPG\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>3) MATERIALE SENSIBILE ED OTTURATORE<\/p>\n\n\n\n<p>Nella foto seguente si vedono i due tipi di materiale utilizzabili per effettuare le riprese (in pratica il supporto che ricever\u00e0 l\u2019immagine).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/old.antoniomessina.it\/sites\/default\/files\/ForoStenopeico09.JPG\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Possiamo usare sia un normalissimo foglio di carta da stampa nel formato che si adatta meglio al coperchio della scatola: di solito va bene un 13&#215;18 cm che pu\u00f2 essere anche ritagliato nella misura opportuna. L\u2019alternativa \u00e8 costituita dall\u2019utilizzo, ma lo consiglio ai pi\u00f9 esperti, di una pellicola piana o lastra fotografica, purtroppo pi\u00f9 costosa, da maneggiare (se pancromatica e cio\u00e8 sensibile a tutti i colori) al buio assoluto, ma eccellente nel registrare l\u2019immagine che si former\u00e0 nella scatola. Il materiale sensibile pu\u00f2 essere applicato sul fondo della scatola con del biadesivo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/old.antoniomessina.it\/sites\/default\/files\/ForoStenopeico10.JPG\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>IMPORTANTISSIMO: per posizionare il materiale sensibile all\u2019interno del coperchio della scatola bisogna operare in una stanza buia in totale assenza di luce bianca (attinica) e se il materiale lo permette, come nel caso dei fogli di carta da stampa o di pellicole ortocromatiche (cio\u00e8 non sensibili alla luce rossa), con una comune lampadina rossa da camera oscura.<br>Sempre in camera oscura si avr\u00e0 cura di richiudere la scatola facendo aderire perfettamente il coperchio. Per sigillare l\u2019apparecchio fotografico (scatola e coperchio) sar\u00e0 necessario utilizzare un elastico molto stretto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/old.antoniomessina.it\/sites\/default\/files\/ForoStenopeico11.JPG\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Una volta caricata la macchina in camera oscura con le cautele descritte prima, bisogna costruire un ultimo dispositivo: l\u2019otturatore. Nelle macchine fotografiche convenzionali \u00e8 quel sistema che si aziona premendo il pulsante di \u201cscatto\u201d e serve a far entrare la luce necessaria ad impressionare la pellicola per un tempo che avremo prima impostato.<\/p>\n\n\n\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/old.antoniomessina.it\/sites\/default\/files\/ForoStenopeico12.JPG\" width=\"480\" height=\"360\"><br><br>Nel nostro caso questo meccanismo, di solito molto sofisticato negli apparecchi reflex, si riduce ad un pezzetto di cartone quadrato o rettangolare posizionato davanti al foro eseguito nella stagnola e tenuto fermo a libretto (vuol dire fissato alla scatola su un solo lato dei quattro, lasciandolo quindi libero di alzarsi ed abbassarsi comandato dalla nostra mano) con del nastro adesivo. \u00c8 ovvio che quando si esce dalla camera oscura il foro deve essere ben coperto dal cartoncino &#8211; otturatore. Quando inizieremo la ripresa, invece, lo alzeremo completamente per tutto il tempo dell\u2019esposizione.<\/p>\n\n\n\n<p>4) DOPO AVER FOTOGRAFATO<\/p>\n\n\n\n<p>Effettuata l\u2019esposizione della pellicola o del foglio di carta da stampa, portiamo subito la nostra macchina in camera oscura e, alla sola luce rossa se trattiamo materiale ortocromatico (ripeto: non sensibile alla luce rossa), apriamo la scatola. Da questo momento inizia la parte pi\u00f9 affascinante di tutto il progetto: la stampa. I risultati, all\u2019inizio, imporranno un \u201catteggiamento fortemente raziocinante\u201d (cito il mio amico Damiano Bianca) al fine di non buttare tutto, macchina compresa, nella spazzatura! Non \u00e8 sempre facile azzeccare i tempi di esposizione spesso empirici ma, superati i primi momenti, ci vorranno pochi tentativi per padroneggiare la tecnica sulla quale, purtroppo, non posso aggiungere molto in questa sede, pena far diventare delle note esplicative qualcosa d\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>5) ALCUNI CONSIGLI<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di esporre per la prima volta, provate la \u201ctenuta di luce\u201d della macchina al fine di controllare che non vi sia altra luce che si introduca all\u2019interno (per esempio dal coperchio non ben sigillato) che non sia quella che deve passare attraverso il foro stenopeico. Si opera introducendo un pezzetto di carta sensibile nella macchina (ovviamente in camera oscura) e lasciando poi la stessa alla luce del sole per 5 minuti ma con l\u2019otturatore ben chiuso ! Successivamente, in camera oscura, si svilupper\u00e0 a fondo il pezzetto suddetto che dovr\u00e0 risultare perfettamente bianco: un colore grigio o, peggio, annerito testimonier\u00e0 della non perfetta tenuta di luce della macchina che andr\u00e0 sigillata meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo d\u2019esposizione \u00e8 il punto critico di tutto il sistema. Essendo il nostro obbiettivo (il foro stenopeico) piccolissimo, passa attraverso di esso pochissima luce e di conseguenza i tempi d\u2019esposizione si dilatano notevolmente. Se si osserva un normale obbiettivo reflex si pu\u00f2 notare che esso, nel punto in cui \u00e8 pi\u00f9 chiuso e stretto, misura f\/16 oppure f\/22: il nostro forellino da mezzo millimetro pu\u00f2 essere paragonato a f\/256 e frazioni di millimetro in pi\u00f9 o in meno durante la sua realizzazione, lo possono aprire o chiudere a f\/180 o f\/412!! Si capisce intuitivamente che, mentre con una reflex di solito fotografiamo con tempi in frazioni di secondo (da meno di 1\/30 ad oltre 1\/1000) con il foro stenopeico i tempi si possono calcolare anche in minuti consigliando, quindi, la ripresa di soggetti il pi\u00f9 possibile statici.<br>Una ulteriore conseguenza della lunghezza dell\u2019esposizione \u00e8 che la macchina deve essere poggiata saldamente su un piano o su di un cavalletto al fine di evitare fastidiosi \u201cmossi\u201d nel risultato finale.<\/p>\n\n\n\n<p>Empiricamente il tempo d\u2019esposizione varia a seconda del tempo meteorologico e della conseguente luce disponibile nel senso che, ovviamente, una bella giornata di sole comporter\u00e0 una esposizione di gran lunga inferiore a quella di una giornata nuvolosa e viceversa. Si pu\u00f2 partire, esponendo un foglio di carta sensibile, provando (con il sole) un tempo di 2 minuti: a seconda del risultato si prover\u00e0 dimezzando o raddoppiando il tempo stesso. Sar\u00e0 bene annotare l\u2019esperienza e le sue variazioni su un quaderno di appunti utile a rendere in futuro ripetibili e veloci le operazioni di esposizione a parit\u00e0 di condizioni metereologiche e di materiale fotografico utilizzato per la ripresa.<\/p>\n\n\n\n<p>La messa a fuoco della macchina, ovviamente, va dal piano del foro fino all\u2019infinito e, quindi, \u00e8 opportuno che sia posizionata, oltre che per i motivi citati prima relativi all\u2019esposizione, su un sostegno stabile e privo di superficie proprio davanti al foro e che lasci libero l\u2019angolo di campo: \u00e8 consigliabile, per esempio, un cavalletto o il bordo di una finestra o lo spigolo di un tavolo. Mai il centro di un tavolo poich\u00e9, altrimenti, buona parte della foto sarebbe occupata dal tavolo stesso!<\/p>\n\n\n\n<p>MODELLO AUTOCOSTRUITO IN LEGNO<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/old.antoniomessina.it\/sites\/default\/files\/ForoStenopeico15.JPG\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/old.antoniomessina.it\/sites\/default\/files\/ForoStenopeico13.JPG\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/old.antoniomessina.it\/sites\/default\/files\/ForoStenopeico14.JPG\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/old.antoniomessina.it\/sites\/default\/files\/ForoStenopeico16.JPG\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>PER APPROFONDIRE<\/p>\n\n\n\n<p>Utilissimo, per chi volesse sperimentare la fotografia e tentare di capirne i meccanismi, il semplice e chiarissimo libro di <a href=\"https:\/\/www.francoangeli.it\/Libro\/Fotografia-didattica.-Come-costruirsi-una-macchina-fotografica?Id=7031\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Carla NOVI \u2013 FOTOGRAFIA DIDATTICA \u2013 Franco Angeli ed.<\/a> da ordinarsi presso l\u2019editore.<\/p>\n\n\n\n<p>Poich\u00e9 le riviste fotografiche attuali ormai non trattano pi\u00f9 questo come altri argomenti (il digitale le occupa quasi interamente e, raramente, si trovano articoli sul B\/N) suggerisco a chi gi\u00e0 ha un po\u2019 di esperienza di cercare informazioni su internet. Qui il materiale sul foro stenopeico \u00e8 moltissimo e di ottima qualit\u00e0. Per iniziare digitate pinhole o foro stenopeico su un qualsiasi motore di ricerca: i risultati non vi deluderanno ed i link sono tantissimi.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, per chi volesse perfezionare l\u2019esposizione (parlo ai pi\u00f9 esperti) c\u2019\u00e8 l\u2019ottimo sito <a href=\"https:\/\/pinhole.cz\/en\/index.php\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">www.pinhole.cz<\/a> dove, cliccando su <a href=\"https:\/\/pinhole.cz\/en\/pinholedesigner\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">pinholedesigner<\/a>, si pu\u00f2 fare il download di un programma che calcola il tempo esatto di esposizione una volta inseriti alcuni parametri\u2026 Veramente utile!<\/p>\n\n\n\n<p><em>(Contenuto pubblicato per la prima volta su antoniomessina.it il 07\/11\/2012 &#8211; Fonte immagini: Chiara Aiello &#8211; Link verificati il 16\/02\/2023)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSTRUIRE UNA MACCHINA A FORO STENOPEICOTesto di Pasquale Aiello &#8211; Fotografie di Chiara Aiello La pi\u00f9 semplice macchina a foro stenopeico pu\u00f2 essere costruita con comuni oggetti facilmente reperibili in casa o acquistabili con poca spesa. 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