{"id":807,"date":"2023-02-16T09:02:48","date_gmt":"2023-02-16T09:02:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aigredoux.net\/?page_id=807"},"modified":"2023-02-16T09:02:48","modified_gmt":"2023-02-16T09:02:48","slug":"tre-racconti-brevi-di-ilaria-damiani","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.aigredoux.net\/?page_id=807","title":{"rendered":"Tre racconti brevi (di Ilaria Damiani)"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Genesi di uno pseudo-scrittore<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Notte insonne, mente affollata. Comunque notte.<br>Questo \u00e8 il mio stato attuale, alla continua ricerca di una storia che valga la pena di essere raccontata.<br>Errore.<br>Ogni storia vale la pena di essere raccontata, almeno ogni storia che si senta tale, che sia consapevole della propria originalit\u00e0 e del proprio universo.<\/p>\n\n\n\n<p>So solo rincorrere. So solo invecchiare silenziosamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Libri, pagine, segni uno dopo l&#8217;altro si susseguono in un&#8217;esistenza deforme, vecchi e nuovi scrittori in una battaglia senza tempo \u2026 ed io che non sono il signor Plum, che non apro il mio cuore e mi ci frugo dentro.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 crudele di uno scrittore senza storie da raccontare, senza una mente in fermento ed una mano agile.<br>Ci vogliono poesia e sentimento e la mia vita, adesso, ne \u00e8 priva. Ci vuole spirito. Ci vuole talento.<\/p>\n\n\n\n<p>CI VUOLE IL MALEDETTO TALENTO.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci vuole qualcuno che con cinque parole in fila riesca a comporre una melodia di pensieri. Ne bastano poche di parole, se sono quelle giuste, ed ogni cosa ne ha una esatta per essere descritta.<\/p>\n\n\n\n<p>PAROLE E PENSIERI.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno pesca qua e l\u00e0 idee, parole, personaggi, poi si crea il proprio stile. Il mio si sta delineando in modo del tutto naturale, \u00e8 un susseguirsi di pensieri che affluiscono senza un ordine logico e cos\u00ec lo riporto.<\/p>\n\n\n\n<p>Io scrivo per me. Uno scrittore dovrebbe scrivere anche per gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli altri non sempre possono capire ci\u00f2 che il cervello elabora, gli altri possono non apprezzare ci\u00f2 che la mano riporta.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;unica vera estimatrice di Ilaria \u00e8 se stessa.<br>_____<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il signor Plum, ipotesi di racconto<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il signor Plum, anche quella mattina, come sempre, alz\u00f2 gli occhi al cielo, si port\u00f2 il dito pollice al centro delle labbra, quasi come se volesse riflettere un po&#8217;. Poi se lo fece scivolare da destra a sinistra, si guard\u00f2 intorno, guard\u00f2 dentro se stesso e, con voce sicura, afferm\u00f2 &#8211; Il cielo oggi sar\u00e0 azzurro. Come ieri, del resto!<br>Per quale motivo egli si ostinasse, ogni mattina, a prevedere il colore del cielo, in molti se lo sono chiesto e tuttora lo fanno.<br>Se qualche volta vi capiter\u00e0 di passare dalle parti di xxx, potrete sicuramente scorgerlo, con il suo buffo cappello rosso di lana, in un simpatico monologo &#8211; tra s\u00e9 e se stesso &#8211; tra la parte di uomo che \u00e8 rimasta in lui e la parte che lo ha reso cos\u00ec, come privo di vita: il sogno.<br>Gi\u00e0 Nietzsche ha cercato di dare una spiegazione razionale a questo mondo, invece, cos\u00ec irrazionale. Il sogno \u00e8 lo zucchero dell&#8217;anima, ci addolcisce la vita e ci stende un velo rosato di fronte agli occhi. No, il signor Plum non era Nietzsche, ma si era creato, lo stesso, la sua filosofia di vita che lo vedeva rimbalzare nella grigia quotidianit\u00e0, quasi come se poggiasse i piedi su di un terreno appiccicoso e li muovesse in continuazione per non rimanere impigliato in un mondo che non \u00e8 il suo.<br>Continuiamo, ancora una volta, a domandarci chi \u00e8 il pazzo qui. Chi accetta le cose come sono, senza porsi domande o chi, nel suo piccolo, si apre il cuore, ci fruga dentro e ne tira fuori qualcosa di vivo?<br>_____<\/p>\n\n\n\n<p><em>Oro<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Oro.<br>\u00c8 ci\u00f2 che mi viene in mente pensandoti ed \u00e8 ci\u00f2 che mi hai insegnato ad amare.<br>Un&#8217;estate che gi\u00e0 odorava d&#8217;autunno aveva invaso le strade lasciando qua e l\u00e0 spruzzi di stelle cadenti e notti in riva al mare. Ed io, nella pi\u00f9 ferma convinzione di restare quella che ero.<br>Il nome della citt\u00e0 non importa. Cosa conta una via o l&#8217;altra, cosa vuoi che voglia dire lo sguardo di questo o di quel passante, quando certe cose non hanno n\u00e9 tempo n\u00e9 luogo? Se il cielo fosse stato grigio o se l&#8217;aria fosse stata pungente?<br>Chi se ne frega!?!<br>C&#8217;\u00e8 solo oro intorno a me. Adesso. Nel ricordo di quel giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Oro.<br>Capitai nel tuo studio con la scusa pi\u00f9 cretina. Ma vera.<br>Un&#8217;amica mi aveva dato il tuo indirizzo. Sapeva che stavo per traslocare nella nuova casa, sapeva del mio desiderio di affrescarne una parete.<br>&#8211; Mi scusi, non so se ho suonato il campanello giusto, stavo cercando un certo signor Marco \u2026 dovrebbe fare il pittore \u2026 (Cretina!) &#8211;<br>&#8211; Non ha sbagliato. Prego. &#8211; E mi facesti cenno di entrare.<\/p>\n\n\n\n<p>Oro.<br>\u00c8 quello che vidi sulle tele accantonate in ogni angolo dello studio e gli schizzi sulle pareti e le macchie sui tuoi vestiti, perfino sul tuo viso.<br>Ebbi un momento di buio, poi iniziai.<br>&#8211; Buongiorno, mi ha dato il suo nome Cristina \u2026 &#8211; Non mi facesti nemmeno finire.<br>&#8211; Cristina \u2026 mi vuole troppo bene! Mi ha addirittura definito &#8220;pittore&#8221;. &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>Oro.<br>Non riuscivo a staccare gli occhi da tutto quell&#8217;oro che mi riempiva lo sguardo.<br>Vienna. \u00d6sterreichische Galerie. L&#8217;ho contemplato per circa un quarto d&#8217;ora. Non me lo immaginavo cos\u00ec grande. Mi ha tolto il fiato.<br>La donna sta in ginocchio, avvolta in un abbraccio di colori. L&#8217;uomo la tiene tra le braccia, \u00e8 costretto a celare il suo volto, lasciando che quello di lei si mostri in tutta la sua bellezza nella cornice di uno splendido bacio.<br>&#8211; Si pu\u00f2 affrescare la parete della mia camera da letto con &#8220;Il bacio&#8221;? &#8211; Chiesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Oro.<br>\u00c8 quello che scintill\u00f2 dai tuoi occhi in quel momento, quasi avessi proferito la formula magica.<br>Mi prendesti per mano, senza dire una parola, in un silenzio incontaminato che rasentava l&#8217;irreale. Il bello \u00e8 che questo tuo gesto non mi turb\u00f2 affatto, quasi come se avessi saputo da sempre ci\u00f2 che stavi per fare.<br>C&#8217;era una tenda rossa in fondo alla stanza che, appena scosta, lasciava intravedere una parete. Fu verso quella parte che ci dirigemmo ed avvenne tutto talmente in fretta che, non so come accadde, ma mi ritrovai di fronte il figlio prediletto di Klimt e l&#8217;oro mi accec\u00f2 la vista.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Non lo so se certe cose accadono perch\u00e9 sono le linee di un disegno infinito o semplicemente perch\u00e9 devono accadere, ma trovo tutto questo stupefacente \u2026-<br>&#8211; \u2026Tutto quest&#8217;oro mi ha dato alla testa \u2026 &#8211; Questo fu quello che seppi dire e, giuro, avrei preferito affogarmi in un mare di alcool, piuttosto che formulare una sequenza di parole cos\u00ec banale.<br>&#8211; \u2026Tutto quest&#8217;oro ci \u00e8 entrato dentro \u2026 &#8211;<br>In quanto ad originalit\u00e0, il pittore non era da meno, pensai.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed allora primo piano sul suo volto, poi sulle sue mani ed ecco il cinema.<\/p>\n\n\n\n<p>La stanza disadorna si scorgeva tra barattoli di vernice, pennelli, tele nuove, tele incomplete, tele distrutte e stracci disseminati un po&#8217; ovunque. Con un cambio di inquadratura si riusciva a catturare la poca luce che filtrava dalle persiane, si sbatteva contro il muro ed illuminava il volto dei due amanti: chiudendo gli occhi e inalando aria era sicuramente oro quello che sentivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni minuscola cellula del mio corpo pulsava di vita e, non so se fosse dovuto all&#8217;odore di solvente che impregnava la stanza, o al caldo che mi prosciugava la bocca, ma ogni boccata d&#8217;aria che inspiravo non faceva che rafforzare il presentimento che quella giornata avrebbe cambiato la mia vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Parlammo e parlammo, io ed il pittore, in quella tarda serata estiva che ci ritrovammo la luna in braccio adagiata sulle nostre ginocchia, quasi volesse essere cullata da quel nostro movimento costante.<\/p>\n\n\n\n<p>*****<\/p>\n\n\n\n<p>Fine millennio. O quasi.<br>Il cielo plumbeo di oggi riesce ad offuscare il ricordo di quell&#8217;ormai lontana sera satura di attimi non afferrati e di giorni troppo lontani per essere rimpianti.<br>Non c&#8217;\u00e8 dolore, ma consapevolezza.<br>Mi resta tutto dentro, come in un vecchio album di fotografie che alberga in una cavit\u00e0 del mio cuore, al riparo da tempeste emozionali ed uragani psicologici.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi restano un piccolo ritratto, dedica allegata, arrivato anni dopo da un lontano paese africano. Dice cos\u00ec: &#8220;Vivo in un ricordo delineato da tratti dorati. Per sempre.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>La vita rivela, in ogni caso, una sua saggezza e lascia gli eventi del cuore incontaminati, alimentati dalla bellezza di quei momenti fermati per l&#8217;eternit\u00e0 nella cornice di uno splendido bacio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Genesi di uno pseudo-scrittore Notte insonne, mente affollata. 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