{"id":1623,"date":"2025-09-23T07:47:29","date_gmt":"2025-09-23T07:47:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aigredoux.net\/?p=1623"},"modified":"2025-09-23T07:47:29","modified_gmt":"2025-09-23T07:47:29","slug":"cera-una-volta-facebook-18-il-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aigredoux.net\/?p=1623","title":{"rendered":"C&#8217;era una volta Facebook (18) &#8211; Il 2020"},"content":{"rendered":"\n<p>Proseguendo la raccolta dei miei interventi su Facebook, eccoci arrivati al 2020.<\/p>\n\n\n\n<p><em>(4 aprile 2020)<br>Oggi, fra le altre cose, sto pensando anche all&#8217;uomo che sorride sulla sinistra della foto. Il suo corpo mor\u00ec il 4 aprile di ormai molti anni fa. Io, come credo tutti noi che fummo suoi allievi ai tempi del liceo, ogni tanto ancora ricordo quel che mi insegn\u00f2. E non mi riferisco alle lezioni di filosofia o storia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.aigredoux.net\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/immagine-5.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"604\" height=\"390\" src=\"https:\/\/www.aigredoux.net\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/immagine-5.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1627\" srcset=\"https:\/\/www.aigredoux.net\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/immagine-5.png 604w, https:\/\/www.aigredoux.net\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/immagine-5-300x194.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 604px) 100vw, 604px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><em>(29 luglio 2020)<br>&#8220;I miei a volte mi facevano andare a scuola da sola. A pochi passi da casa salivo spaventata su un autobus pieno di adulti che andavano al lavoro. Anche il solo esibire il biglietto all&#8217;autista mi richiedeva uno sforzo notevole, mi sentivo osservata e giudicata perch\u00e9 ero l&#8217;unica bambina non accompagnata e cos\u00ec goffa nei vestiti scelti da mia madre. In tasca tenevo sempre un biglietto con nome, cognome, indirizzo e numero di telefono, da mostrare a qualcuno in caso di bisogno. Invece di darmi sicurezza, quel pezzo di carta confermava quel che temevo, cio\u00e8 che potevo perdermi.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>(Marina Della Bella, &#8220;Album degli anni primi&#8221;, inedito)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Mia moglie Marina non \u00e8 contenta dei miei furti a danno di suoi lavori ancora in cerca di editore, <\/em>[Nota: l&#8217;editore, sar\u00e0 poi trovato e il libro usc\u00ec per Montag nel 2023. Il brano citato si trovalle pagine 96 e 97] <em>perci\u00f2 questo secondo estratto da &#8220;Album degli anni primi&#8221; probabilmente sar\u00e0 anche l&#8217;ultimo. Tuttavia corro il rischio di qualche broncio coniugale per dire quanto abbia apprezzato il brano che ho citato sopra e di come, pur se racconta l&#8217;esperienza di una bambina dal punto di vista della bambina, io l&#8217;abbia subito collegato alle mille sorprese che costellano il cammino dei genitori, un cammino pieno di intenzioni che generano effetti inaspettati e, a volte, perfino opposti. Per questo motivo, fin dalla mia prima lettura, ho collegato il brano che ho citato a un altro splendido passaggio che trovai, e mi \u00e8 rimasto impresso, in &#8220;Perch\u00e9 i bambini devono ubbidire?&#8221; dello scrittore svedese Stig Dagerman (1923 &#8211; 1954). Vi copio anche questo brano.<br>&#8220;Comunque: una sera, in una casa in via di ristrutturazione, capit\u00f2 che due bambini si rifiutassero di prendere sonno. Saltarono gi\u00f9 dal letto, fecero cadere le scale degli operai, si imbrattarono i pigiami di vernice e chiamarono il centralino di quel piccolo comune per dire alla signorina che era ora di andare a dormire. I genitori in un primo tempo cercarono pazientemente di rimetterli a letto, ma loro scattavono su come molle. Si faceva sempre pi\u00f9 tardi e alla fine i genitori non riuscirono pi\u00f9 a sopportare la libert\u00e0 dei figli. Allora il padre ebbe un&#8217;idea. Disse ai ragazzini che se non volevano sentire ragioni, li avrebbe portati fuori a fare una lunga passeggiata nella notte. Fuori pioveva e c&#8217;era un buio pesto: finalmente cal\u00f2 il silenzio nella stanza dei bambini. &#8220;Salvi&#8221;, sospirarono i genitori sollevati. Finch\u00e9 non scoprirono la ragione di quel silenzio: i bambini si erano precipitati a vestirsi per la passeggiata promessa. Non restava altro da fare che uscire nel buio e nella pioggia, i ragazzini erano spaventosamente svegli e l&#8217;ingenuo padre si rese conto che quella che per lui doveva essere una punizione agli occhi dei figli era invece una fantastica avventura. Soli nel bosco, per strada, nel cuore della notte, mentre le volpi sono a caccia e tutti gli altri bambini dormono!&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>(Stig Dagerman, &#8220;Perch\u00e9 i bambini devono ubbidire?&#8221;, Milano, Iperborea, 2013, pp. 55-56)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>(8 dicembre 2020)<br>Oggi 8 dicembre \u00e8 il compleanno della &#8220;eterna fanciulla&#8221; Mirella Fiale, mia compagna degli anni di liceo, ancora amica dopo tanti anni, e di Manuel Ferreira, attore argentino, da anni trapiantato a Milano, mio amico da data pi\u00f9 recente.<br>Per il compleanno, di solito si rivolgono degli auguri e magari si regala un segno tangibile di affetto. Per Manuel, inverto parzialmente l&#8217;ultima abitudine ed \u00e8 forse pi\u00f9 a me che regalo un ricordo che ci lega e si colloca all&#8217;inizio della nostra &#8220;conversazione&#8221;.<br>Ad aprile di quest&#8217;anno mi rivolsi a Manuel per chiedere anche a lui di leggere una poesia di mia moglie Marina. Il risultato ancora mi emoziona.<br>In questi mesi di lock down e zone variamente colorate ho ripensato alla lettura di Manuel anche in virt\u00f9 di un mio piccolo esperimento. Un giorno provai ad ascoltarla ad occhi chiusi. L&#8217;effetto era diverso, molto. Manuel ha una presenza fisica esuberante, il corpo recita insieme alla voce. In questi tempi, immagino che dover fare a meno della possibilit\u00e0 di far ascoltare la voce del corpo, dover fare a meno del contatto vivo col pubblico, gli abbia creato una situazione pesante. E&#8217; stata ed \u00e8 una situazione difficile per tutti ma, certamente, per Manuel non meno che per altri.<br>Cos\u00ec torno all&#8217;ascolto di una bella poesia che, per me, rimarr\u00e0 sempre associata al ricordo di qualcosa di bello.<br>Auguri Manuel.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Manuel Ferreira legge Marina Della Bella\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/dBXWct-iWwI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proseguendo la raccolta dei miei interventi su Facebook, eccoci arrivati al 2020. 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