{"id":463,"date":"2019-08-14T08:52:35","date_gmt":"2019-08-14T08:52:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aigredoux.net\/?p=463"},"modified":"2019-08-14T08:52:35","modified_gmt":"2019-08-14T08:52:35","slug":"oltre-la-morte-di-un-uomo-felice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aigredoux.net\/?p=463","title":{"rendered":"Oltre la morte di un uomo felice"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"157\" height=\"220\" src=\"https:\/\/www.aigredoux.net\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Morte-di-un-uomo-felice.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-464\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>[Articolo pubblicato per la prima volta il giorno 07\/10\/2014 nel  sito antoniomessina.it]<\/em><br>Chi segue questo blog sa bene che le ragioni profonde dell&#8217;agire umano sono una delle questioni su cui provo a riflettere. Non  potevo rimanere indifferente, perci\u00f2, di fronte alla pubblicazione di <em>Morte di un uomo felice<\/em>\u00a0(Sellerio, 2014, pp. 200, recente vincitore del Premio Campiello), di <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.giorgiofontana.com\/\" target=\"_blank\">Giorgio Fontana<\/a>.<br>Il  libro ci porta a condividere qualche mese della vita del sostituto procuratore Giacomo Colnaghi: magistrato; cattolico praticante; conservatore in politica e nella morale che lo assiste; orfano fin da  piccolissimo del padre Ernesto, un uomo semplice che per un senso innato di giustizia, sia pure non assistito da grandi elaborazioni teoriche, diventa partigiano e muore per mano dei repubblichini di Sal\u00f2. Del padre, Colnaghi conserva soltanto una fotografia e un biglietto scritto poco dopo l&#8217;arresto, trasmesso fortunosamente alla madre e custodito  gelosamente dal magistrato nel suo portafogli.<br>Il contesto della vicenda narrata da <em>Morte di un uomo felice<\/em> \u00e8 quello pesante dei cosiddetti \u201canni di piombo\u201d (definizione di datazione variabile, grosso modo corrispondente con gli anni &#8217;70 del Novecento), col terrorismo rosso, nero e di Stato che chiudeva violentemente una stagione che aveva dato spazio a qualche speranza e a molte illusioni anche mal riposte.<br>La  chiave di accesso al mistero delle ragioni dei protagonisti di quegli anni \u00e8 lo sguardo complesso di Giacomo Colnaghi. La memoria del padre partigiano, morto quando il futuro magistrato era poco pi\u00f9 di un  neonato, arricchisce gli interrogativi che Colnaghi si pone  continuamente su che cosa sia giusto e che cosa sia sbagliato, sul senso e l&#8217;utilit\u00e0 del sacrificio degli affetti per servire un ideale, sulla violenza come soluzione dei problemi. In tutto questo, Colnaghi risulta un personaggio realistico, estremamente credibile nel suo essere uomo di  forti convinzioni che per\u00f2 sottopone di continuo al vaglio della  coscienza.<br>L&#8217;anno in cui si svolgono i fatti (quelli della vicenda portante, mentre quasi met\u00e0 del libro \u00e8 occupata dal flash back sulla traiettoria umana e politica del padre Ernesto) \u00e8 precisamente il 1981. Forse per caso e forse no, \u00e8 lo stesso anno in cui \u00e8 nato l&#8217;autore del  romanzo. Fontana, perci\u00f2, ha ben ventun anni meno di me. Questo significa che durante gli \u201canni di piombo\u201d, s\u00ec, ero giovane (e forse, come canta Guccini, anche \u201cstupido davvero\u201d) ma c&#8217;ero, navigante in quella sinistra che, solo facendo un passo, ti poteva far incontrare le  frange pi\u00f9 estremiste. Annoto la circostanza perch\u00e9, mi sembra, ha  influenzato i pensieri nati dalla lettura facendomi ritenere che l&#8217;unico punto debole del libro sia dato dai personaggi che fanno capo al mondo del terrorismo di sinistra.<br>Si tratta di personaggi necessari per fare da sponda agli interrogativi del magistrato (che, come si \u00e8 detto, vive anche cercando di costruire un legame con quel padre che, mai  conosciuto, \u00e8 morto combattendo per un suo ideale) ma li ho sentiti meno credibili di Colnaghi. Dicono quello che devono dire ai fini della  storia, forse concentrando troppe tesi in poche battute. Soluzione efficace come riassunto, ma che non d\u00e0 lo spessore sufficiente ai  personaggi che esprimono quelle tesi. Cos\u00ec, quello che dovrebbe essere un punto alto del romanzo, cio\u00e8 il confronto fra Colnaghi e il capo terrorista Gianni Meraviglia, a me \u00e8 suonato un po&#8217; artificiale.<br>Per  fortuna, quando Fontana si sgancia dalle parti \u201cnecessarie\u201d e asseconda il suo senso di umana piet\u00e0 nei confronti dei personaggi, il libro ci regala pagine che non risolvono (e come potrebbero?) i grandi dilemmi etici ma ci fanno sfiorare, almeno, il mistero dell&#8217;animo umano. Come dovremmo provare a fare tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Articolo pubblicato per la prima volta il giorno 07\/10\/2014 nel sito antoniomessina.it]Chi segue questo blog sa bene che le ragioni profonde dell&#8217;agire umano sono una delle questioni su cui provo a riflettere. 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