{"id":503,"date":"2019-08-23T11:02:20","date_gmt":"2019-08-23T11:02:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aigredoux.net\/?p=503"},"modified":"2019-08-23T11:02:20","modified_gmt":"2019-08-23T11:02:20","slug":"di-cosa-parliamo-quando-parliamo-di-grecia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aigredoux.net\/?p=503","title":{"rendered":"Di cosa parliamo quando parliamo di Grecia"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"220\" height=\"165\" src=\"https:\/\/www.aigredoux.net\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Bandiera-greca.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-504\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>[Articolo pubblicato per la prima volta il giorno 05\/07\/2015 nel  sito antoniomessina.it]<\/em><br>Mi metto a scrivere alle 18.06 del 5 luglio 2005. Fra un&#8217;ora o poco pi\u00f9, nella Grecia non troppo distante dal luogo in cui vivo e cos\u00ec vicina al mio cuore, si chiuderanno i seggi del  referendum per approvare o respingere la proposta \u201c<em>presentata da Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale nell&#8217;Eurogruppo che si \u00e8 tenuto il 25 giugno 2015,  composto da due documenti: il primo documento \u00e8 intitolato &#8216;Riforme per il completamento dell\u2019attuale programma e oltre&#8217; e il secondo &#8216;Analisi  preliminare per la sostenibilit\u00e0 del debito&#8217;<\/em>.\u201d<br>Fra poco, dunque, molte delle parole spese qui in Italia fino ad oggi non avranno pi\u00f9  senso, valore, utilit\u00e0 pratica. Nei giorni scorsi ne ho spesa qualcuna anch&#8217;io, qualcun&#8217;altra ne ho fatta circolare e c&#8217;\u00e8 perfino stato chi, come il mio amico Giulio Stumpo, ha dedicato parte del suo tempo a approfondire, ragionare, esprimersi. Cito Giulio perch\u00e9 quel che ha  (assai ragionevolmente) scritto mi ha suscitato un pensiero prima indistinto poi pi\u00f9 definito e che, devo dire, ha soltanto parzialmente a che vedere col merito delle soluzioni possibili, giuste o giustificate per risolvere il problema del debito greco.<br>Quest&#8217;ultimo, dice anche Giulio, \u00e8 un problema complesso. Il problema dei problemi complessi, dico io, \u00e8 che avendo molte sfaccettature \u00e8 facile, se non inevitabile, dedicare attenzione a quella che ci sembra pi\u00f9 importante o decisiva. Se due persone hanno opinioni diverse sul grado di importanza delle varie questioni, dunque, \u00e8 facile, se non inevitabile, parlare della stessa cosa senza capire che si sta parlando di cose diverse.<br>La premessa fin qui fatta, nel caso del mio amichevole confronto con Giulio deve  applicarsi al pensiero che si \u00e8 formato leggendo queste sue parole: <em>\u201cSe leggessimo tutto il documento con le &#8220;correzioni&#8221; (che anche a me danno  fastidio), pubblicato da Internazionale, ci renderemmo conto che quei  cattivoni della Troika hanno chiesto a Tsipras di raddoppiare i tagli alla spesa militare; hanno chiesto di non aumentare le entrate provenienti dalle istallazioni di nuove slot machine e video lottery, di eliminare molti privilegi della classe dirigente, di prevedere un inasprimento delle norme anti corruzione; di prevedere una agenzia autonoma per la riscossione dei tributi e contrastare l\u2019evasione fiscale che in Grecia \u00e8 pazzesca. Solo per fare qualche esempio che ricordo a  memoria. In merito al discorso relativo alle pensioni, ti segnalo che in  sostanza quel documento chiede l\u2019innalzamento dell\u2019et\u00e0 pensionabile da  62 anni a 67 o (dico \u201co\u201d) 40 anni di contributi. Non mi sembra cos\u00ec vergognoso per un paese che paga le pensioni per il 50% con entrate sulla fiscalit\u00e0 generale chiedere questo \u201csacrificio\u201d che tutti in  Europa stanno facendo. Difendere questo punto vuol dire secondo me difendere un privilegio insopportabile che graver\u00e0 sempre di pi\u00f9 sulle spalle dei greci e degli altri partner europei.\u201d<\/em><br>Dopo un po&#8217;, infatti, penso d&#8217;aver capito perch\u00e9 con qualcuno, quando ho parlato di  Grecia, non mi sono capito. Semplicemente, stavamo esaminando due facce diverse della questione. Intendo dire che forse (dico \u201cforse\u201d perch\u00e9 personalmente non ho conoscenza diretta della questione) \u00e8 vero che la  Grecia \u00e8 vittima di corruzione e privilegi e welfare eccessivo; ed \u00e8 sicuro che io, se fossi un cittadino greco, mi batterei contro la corruzione, i privilegi e il welfare eccessivo ma, ed \u00e8 qui il punto che per me \u00e8 pi\u00f9 importante, non sono greco io ma neppure la Commissione  europea, la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale. E allora: un conto \u00e8 chiedere la restituzione di un debito, un altro \u00e8  dire che tu, oltre a non essere padrone dei tuoi soldi, non sei neppure padrone di decidere come e dove procurarti quelli che ti occorrono.<br>Accettare non tanto la proposta attuale ma qualsiasi proposta che non discuta di quantit\u00e0 di soldi, scadenza delle restituzioni e altri aspetti tecnici significherebbe che oggi la Grecia, domani chiunque altro, non sarebbe pi\u00f9 uno Stato sovrano e che i suoi cittadini potrebbero soltanto giocare alle elezioni. Ha un che di profondamente simbolico il fatto che questo esperimento, in Europa, lo si tenti l\u00e0 dove \u00e8 nata la parola stessa che definisce la collettivit\u00e0 delle decisioni e la loro origine nella comunit\u00e0 che le deve attuare.<br>I seggi in Grecia chiudono fra poco. Viva la democrazia.<br><br><em>Nota del 23\/08\/2019: il referendum del 5 luglio 2015 vide la prevalenza dei NO (61,31%) alle proposte dell&#8217;Unione Europea, Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea. <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Articolo pubblicato per la prima volta il giorno 05\/07\/2015 nel sito antoniomessina.it]Mi metto a scrivere alle 18.06 del 5 luglio 2005. 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