{"id":520,"date":"2019-08-25T09:28:55","date_gmt":"2019-08-25T09:28:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aigredoux.net\/?p=520"},"modified":"2019-08-25T09:28:55","modified_gmt":"2019-08-25T09:28:55","slug":"senza-fine-tu-sei-un-debito-senza-fine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aigredoux.net\/?p=520","title":{"rendered":"Senza fine, tu sei un debito senza fine"},"content":{"rendered":"\n<p><em>[Articolo pubblicato per la prima volta il giorno 11\/06\/2019 nel  sito antoniomessina.it]<\/em><br>Per &#8220;debito pubblico&#8221; si intende il valore (nominale) di tutte le passivit\u00e0 (lorde consolidate) delle amministrazioni pubbliche. Livello e composizione del debito sono misurati dalla Banca d&#8217;Italia che rende disponibili le relative informazioni nel proprio sito Internet (v. <a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/finanza-pubblica\/index.html\">https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/finanza-pubblica\/index.html<\/a>).<br>Occuparsi del debito \u00e8 importante perch\u00e9, come ognun sa, quanto pi\u00f9 si \u00e8 indebitati, tanto meno si \u00e8 liberi. Vale per le singole persone e vale anche per gli Stati sovrani. Di conseguenza, tutti, e specialmente chi si proclama attento al bene del Paese, dovrebbero avere a cuore il contenimento del debito pubblico entro livelli compatibili con la  possibilit\u00e0 di adottare, senza vincoli o condizionamento alcuno, le proprie scelte di politica economica.<br>Siccome l\u2019assenza del debito pubblico dal dibattito politico \u00e8 seconda soltanto all\u2019assenza delle tematiche ambientali, mi sono proposto di verificare da solo come sono andate le cose negli ultimi vent&#8217;anni. Potevo andare pi\u00f9 indietro ma ho preferito non esagerare: l\u2019articolo che state per leggere \u00e8 gi\u00e0 piuttosto lungo risalendo soltanto fino al 1999. In compenso, se volete  inframezzare la lettura con qualche passatempo, potete giocare a  riconoscere quale organizzazione politica si celi dietro le varie sigle che troverete nel testo.<br>Cominciamo col primo Governo D&#8217;Alema  (21\/10\/1998 \u2013 22\/12\/1999; maggioranza composta da: L&#8217;Ulivo \u2013 DS \u2013 PPI \u2013  RI \u2013 SD I-FdV \u2013 PdCI \u2013 UDR \u2013 Rete). A ottobre 1998, quando si insedia il  Governo, il debito pubblico \u00e8 di1.266.444,3 miliardi di euro. A  dicembre 1999, quando il Governo cade, il debito \u00e8 di 1.285.054,1miliardi.<br>A Massimo D\u2019Alema succede Massimo D\u2019Alema (22\/12\/1999 &#8211; 25\/04\/ 2000; maggioranza composta da: L&#8217;Ulivo \u2013 DS \u2013 PPI \u2013 Dem \u2013 UDEUR \u2013 SDI \u2013 FdV \u2013 RI \u2013 PdCI \u2013 UV) che perci\u00f2 ha altro tempo per lavorare per il bene del Paese. Quando anche il D\u2019Alema II conclude il suo percorso, per\u00f2, il debito \u00e8 arrivato (aprile 2000)  a 1.309.783,6. Dopo i due governi D\u2019Alema, quello seguente \u00e8 presieduto da Giuliano Amato (25\/04\/2000 \u2013 11\/06\/2001; maggioranza composta da:  L&#8217;Ulivo \u2013 DS \u2013 PPI \u2013 Dem \u2013 FdV \u2013 PdCI \u2013 UDEUR \u2013 RI \u2013 SDI). Questo Governo rimane in carica poco pi\u00f9 di un anno lasciando dietro di s\u00e9 un debito pubblico di 1.359.083,2 (giugno 2001). Se l\u2019aveste dimenticato,  ricordo che stiamo parlando sempre di miliardi di euro.<br>A giugno 2001 Silvio Berlusconi forma il secondo dei quattro governi da lui presieduti (11\/06\/2001 \u2013 23\/04\/2005; maggioranza composta da: Casa delle  Libert\u00e0 \u2013 FI \u2013 AN \u2013 LN \u2013 UDC \u2013 NPSI -PRI). Questo governo rimarr\u00e0 in carica quasi quattro anni e otterr\u00e0 una serie di risultati, fra cui un debito pubblico a 1.526.877,4 (aprile 2005). Per circa un altro anno, Berlusconi succede a se stesso e forma il Berlusconi III (23\/04\/2005 \u2013  17\/05\/2006; maggioranza composta da Casa delle Libert\u00e0 \u2013 FI \u2013 AN \u2013 LN \u2013  UDC \u2013 NPSI \u2013 PRI). In un anno si possono fare meno cose che in quattro ma questo Governo riesce comunque a farne qualcuna, fra cui portare il  debito pubblico a 1.584.787,4 (maggio 2006).<br>Nel 2006 il pendolo  elettorale si sposta dal centrodestra al centrosinistra. A Berlusconi  succede Romano Prodi che va a formare il secondo governo da lui presieduto. Il Prodi II dura un paio d\u2019anni (17\/05\/2006 \u2013 06\/05\/2008;  maggioranza composta da: L&#8217;Unione \u2013 DS \u2013 DL\/PD \u2013 PRC &#8211; RnP (SDI-RI) \u2013  PdCI \u2013 IdV \u2013 FdV \u2013 UDEUR \u2013 SI \u2013 DCU \u2013 LpA \u2013 AL \u2013 SD \u2013 LD \u2013 MRE) e, almeno per quanto riguarda il debito pubblico, non pu\u00f2, non sa o non vuole invertire la rotta. Quando cade, infatti, il debito stesso \u00e8 arrivato a 1.655.283,6 (maggio 2008).<br>Al posto di Prodi torna Silvio Berlusconi, al governo per la quarta volta (08\/05\/2008 \u2013 16\/11\/2011; maggioranza  composta da: PdL \u2013 LN \u2013 MpA \u2013 CN \u2013 PT \u2013 FdS \u2013 DC). Dopo tre anni e mezzo il Berlusconi IV chiude i suoi conti con un debito pubblico di 1.913.284,8 (novembre 2011).<br>Sta per finire il 2011, l\u2019Italia decide di affidarsi a un Governo senza esponenti di partiti politici e  impreziosito da numerosi docenti universitari. Lo presiede Mario  Monti (16\/11\/2011 \u2013 27\/04\/2013; governo \u201ctecnico\u201d che ottiene la fiducia da PdL \u2013 PD \u2013 UdC \u2013 FLI \u2013 ApI \u2013 RI \u2013 MpA &#8211; PID \u2013 PLI -PRI \u2013 LD \u2013 AdC \u2013 PSI \u2013 MAIE) che, insieme ai suoi ministri, nei ricordi di noi tutti rimarr\u00e0 associato al superamento della soglia dei due miliardi di euro di debito pubblico, esattamente 2.093.594,0 (aprile 2013).<br>I partiti politici decidono di riprendere in mano in prima persona le sorti del Paese e si forma un nuovo governo presieduto da Enrico Letta  (28\/04\/2013 \u2013 21\/02\/2014; maggioranza composta da: PD \u2013 PdL\/NCD \u2013 SC \u2013  UdC \u2013 PpI \u2013 RI). Dopo circa un anno e mezzo, Enrico Letta lascia al suo successore un debito pubblico a 2.108.813,4 (febbraio 2014).<br>Dopo Enrico Letta arrivano Matteo Renzi e il suo Governo (22\/02\/2014 \u2013  12\/12\/2016; maggioranza composta da: PD \u2013 NCD \u2013 SC \u2013 UdC \u2013 Demo.S \u2013 CD \u2013  PSI). Dopo poco meno di tre anni, Renzi getta la spugna e passa il testimone insieme a un debito pubblico di 2.220.369,6 (dicembre 2016). A  farsi carico di tale fardello \u00e8 Paolo Gentiloni (12\/12\/2016 \u2013 01\/06\/2018; maggioranza composta da: PD \u2013 NCD\/AP \u2013 CpE \u2013 Demo.S \u2013 CD \u2013 PSI) che conclude il suo mandato con la fine della legislatura e lasciando un debito di 2.334.284,9 (giugno 2018).<br>Siamo, finalmente, ai giorni nostri. Le turbolenze politiche prendono una forma definita con il nuovo Governo presieduto da Giuseppe Conte (in carica dal 01\/06\/2018; maggioranza composta da: M5S \u2013 Lega \u2013 MAIE). Per quanto riguarda il debito pubblico, l\u2019ultimo dato che ho reperito nel sito Internet di Banca d\u2019Italia si riferisce a marzo 2019 e parla di un debito pubblico ancora cresciuto: 2.358.799,5 miliardi di euro.<br>Dopo aver debitamente ringraziato chi ha avuto la pazienza per leggere sin qui, gli chiedo un ultimo sforzo per leggere poche considerazioni a margine del mio excursus.<br>In primo luogo: \u00e8 chiaro che si ragiona di grandezze enormi e influenzate da un numero elevatissimo di fattori, cos\u00ec come \u00e8 chiaro che una inversione di rotta richiede tempo perch\u00e9 dia risultati, tuttavia rimane il fatto che da vent\u2019anni a questa parte nessun Governo ha contenuto in modo significativo la crescita del debito e men che meno \u00e8 riuscito a ridurlo.<br>In secondo luogo: l\u2019ordine di grandezza delle cifre rischia, almeno per noi comuni mortali, di rendere astratto il concetto di debito. Purtroppo, il debito stesso \u00e8 invece un elemento molto reale e con conseguenze pratiche (negative) tanto nel breve quanto nel lungo periodo.<br>In terzo luogo: il fatto che ogni giorno il Sole si levi all\u2019orizzonte nonostante la crescita del debito rischia di far pensare che il debito stesso possa crescere indefinitamente, ch\u00e9 tanto si andr\u00e0 avanti come sempre. Anche in questo caso, purtroppo, \u00e8 vero il contrario. Ogni euro di debito in pi\u00f9 toglie un anello alla catena che lega qualsiasi governo italiano, riducendo i  suoi spazi di manovra, credibilit\u00e0, autonomia. Il debito non \u00e8 una nozione astratta, \u00e8 un obbligo che si ha nei confronti di qualcuno. Se non si onora il debito ci sono conseguenze.<br>In quarto luogo:  considererei splendido se tutti, quando ascoltano un qualsiasi politico  promettere anche un bruscolino, gli chiedessero anche dove trover\u00e0 i  soldi per darlo e gli dicessero pure chiaramente che, almeno fino a quando le cose non saranno rientrate in un ordine di grandezza  accettabile, dare il bruscolino a credito non vale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Articolo pubblicato per la prima volta il giorno 11\/06\/2019 nel sito antoniomessina.it]Per &#8220;debito pubblico&#8221; si intende il valore (nominale) di tutte le passivit\u00e0 (lorde consolidate) delle amministrazioni pubbliche. 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