{"id":582,"date":"2023-01-29T08:34:52","date_gmt":"2023-01-29T08:34:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aigredoux.net\/?p=582"},"modified":"2023-01-29T08:34:52","modified_gmt":"2023-01-29T08:34:52","slug":"intervista-a-mauro-casanova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aigredoux.net\/?p=582","title":{"rendered":"Intervista a Mauro Casanova"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Quando sei stato in barca a vela per la prima volta?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;estate del 1999.<\/p>\n\n\n\n<p><em>A chi ti sei rivolto per imparare?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;Assonautica di Livorno. Il mio istruttore \u00e8 Giorgio Majoli.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Quante volte sei andato a vela fino ad ora?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sei o sette, pi\u00f9 o meno.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Che tipo di barca usi?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Un 2.4.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Tradotto in italiano?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il 2.4 \u00e8 un&#8217;imbarcazione lunga appunto 2 metri e 40 centimetri. \u00c8 un &#8220;singolo&#8221; (cio\u00e9 \u00e8 destinata a una sola persona d&#8217;equipaggio) e dispone di un albero, due vele (il fiocco e la randa), timone, scotte, strozzascotte e tutto il resto. La caratteristica costruttiva pi\u00f9 tipica, per\u00f2, \u00e8 la deriva, che \u00e8 fissa e zavorrata. Per l&#8217;esattezza, sotto la barca sono &#8220;appesi&#8221; sotto forma di deriva 280 chili di piombo. In questo modo il rovesciamento&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p><em>La famosa &#8220;scuffia&#8221; &#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Esatto. Con la deriva zavorrata, la scuffia, nelle giuste condizioni di mare, \u00e8 praticamente impossibile.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il che contribuisce a rendere il 2.4 un&#8217;imbarcazione adatta anche a chi ha problemi motori. Nel tuo caso, che \u00e8 quello di una persona affetta da distrofia muscolare, quali difficolt\u00e0 hai incontrato nel governare l&#8217;imbarcazione?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>A volte il timone \u00e8 un po&#8217; troppo duro, cosa che accade se non \u00e8 ben lubrificato. Poi devo ancora trovare la giusta posizione all&#8217;interno della barca. Nel 2.4 si sta un po&#8217; sdraiati (tipo Formula 1, diciamo) e io devo riuscire a sporgere con la testa quel tanto che basta per avere una buona visuale ma, al tempo stesso, non picchiare col boma.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Chiariamo per i non velisti. Il boma \u00e8 il braccio orizzontale al quale viene fissata la base della randa.<\/em><em> \u00c8 vincolato all&#8217;albero ma pu\u00f2 ruotare attorno ad esso di circa 180 gradi. Nella rotazione, pu\u00f2 accadere che passi sopra la testa del velista. Questo, naturalmente, quando il velista medesimo \u00e8 abbastanza furbo da abbassarsi in tempo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Esatto. Nel mio caso, stando nella posizione sdraiata di cui ti dicevo, la base del collo appoggia sul bordo posteriore dell&#8217;abitacolo e, dopo poco, in quel punto avverto un dolore fastidioso. Per evitarlo ho provato a stare meno sdraiato e quindi a sporgere di pi\u00f9. In questo modo non \u00e8 pi\u00f9 il collo ad appoggiare sul bordo della barca, bens\u00ec la schiena, all&#8217;altezza delle scapole. Cos\u00ec evito il dolore al collo ma devo oscillare ogni volta che il boma ruota, per evitare un dolore&#8230; alla testa.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Forse, se avessi un 2.4 tutto tuo, potresti adottare qualche accorgimento per &#8220;personalizzarlo&#8221; un po&#8217; ed ovviare ad almeno qualcuno dei problemi che incontri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Di sicuro cercherei una posizione pi\u00f9 ergonomica delle scotte, in particolar modo di quelle del tangone che sono quelle che mi hanno sempre creato pi\u00f9 problemi. Per il resto va piuttosto bene, a parte la posizione del corpo di cui dicevo prima.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Questa \u00e8 un intervista e non un corso di vela, cos\u00ec lasciamo i lettori nel mistero di cosa siano scotte e tangone e invece ti domando: la prima volta ti ha forse spinto la curiosit\u00e0 ma, dopo, perch\u00e9 sei tornato in barca?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 vero, le prime volte c&#8217;erano la curiosit\u00e0 e lo spirito d&#8217;avventura. Poi, vedendo che qualche manovra riuscivo anche a farla bene mi sono incoraggiato, ho sentito diminuire un po&#8217; la tensione della &#8220;prima volta&#8221; e ho cominciato a divertirmi. Adesso la barca non va proprio dove e come voglio io, c&#8217;\u00e8 una specie di sfida fra me, lei e il mare.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Una sfida? Non \u00e8 una parola un po&#8217; grossa?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>So che detta in questo modo sembra che io sia un vecchio lupo di mare che sfida venti e mari forza 7, ma \u00e8 proprio cos\u00ec&#8230; con le dovute proporzioni.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Che sensazioni ti ha dato la navigazione in &#8220;solitario&#8221;?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non so se si pu\u00f2 parlare di navigazione in solitario dato che l&#8217;istruttore mi ha sempre seguito da vicino con il gommone. Se per solitario s&#8217;intende che da solo governo la barca, allora potrei dire d&#8217;aver provato un senso di responsabilit\u00e0. Tutto dipendeva da me: se la barca andava o non andava, se l&#8217;assetto era quello giusto, se le vele erano &#8220;cazzate&#8221; bene o meno, ecc. Poi ho provato anche sensazioni di piacere, quando la barca andava dove volevo io o quando l&#8217;istruttore mi diceva che andava bene cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p><em>E salire su una barca a vela da passeggero? Pensi che ti darebbe emozioni pi\u00f9 forti, pi\u00f9 belle o soltanto diverse?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Penso che mi darebbe emozioni anche pi\u00f9 forti e pi\u00f9 belle di quelle della navigazione in solitario. Immagino un diverso comportamento della barca (rollio, assetto, ecc.), una maggiore velocit\u00e0 e l&#8217;organizzazione dell&#8217;equipaggio con ogni persona che svolge il proprio compito. Probabilmente nel ruolo di passeggero sarei pi\u00f9 attento ed avrei modo di osservare anche altre cose, sia della barca sia del mare, piuttosto che essere concentrato sulle manovre da fare. Me la godrei di pi\u00f9, insomma.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Perch\u00e9 il vero obiettivo \u00e8 sempre quello di spassarsela.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Facendo un paragone con le auto, dovrebbe essere un po&#8217; come un neopatentato che, se trasportato da qualcuno, ha modo di osservare il paesaggio e tutto il resto, mentre se \u00e8 alla guida \u00e8 un po&#8217; teso e concentrato sulla strada.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Sette &#8220;uscite&#8221; sono gi\u00e0 un piccolo bagaglio di ricordi. A quale di essi sei pi\u00f9 legato?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Alla prima uscita in assoluto. La sensazione di essere spinti sull&#8217;acqua col solo rumore del vento, la barca che s&#8217;inclina di brutto a ogni virata (con la paura di scuffiare anche se l&#8217;istruttore mi ha spiegato che col 2.4 \u00e8 praticamente impossibile), le vele che si tendono sotto la spinta del vento e qualche onda impertinente che ce la mette tutta per farti la doccia&#8230; non si dimenticano.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Molto romantico. La mia piccola esperienza di velista, per\u00f2, \u00e8 stata anche ricca di spunti assai pi\u00f9 comici (o tragicomici, per essere pi\u00f9 esatti).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Io ricordo simpaticamente quando iniziammo un&#8217;altra uscita (la seconda o la terza, non ricordo) con vento leggero. Il 2.4 procedeva lentamente con le vele a farfalla quando il poco vento che c&#8217;era decise di cessare del tutto e la barca si ferm\u00f2 in mezzo al mare. Giorgio, il mio istruttore, si avvicin\u00f2 col gommone per trainarmi verso la darsena ma anche il motore del gommone, solidale col vento, decise di fermarsi. Restammo cos\u00ec per un&#8217;oretta finch\u00e9 qualcuno dalla sede dell&#8217;Assonautica ci vide in panne e venne a rimorchiarci.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Meno male! Ora l&#8217;ultima domanda. Il 2.4 \u00e8 un singolo, e navigare da soli \u00e8 una tappa dell&#8217;apprendimento della navigazione. Ti incuriosisce l&#8217;esperienza della navigazione in equipaggio?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Credo di averti gi\u00e0 risposto, comunque ti ripeto: s\u00ec, parecchio. Mi piacerebbe anche partecipare a una regata.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Allora, come si dice, buon vento!<\/em><\/p>\n\n\n\nngg_shortcode_0_placeholder\n\n\n\n<p>[<em>Contenuto pubblicato per la prima volta su antoniomessina.it il 05\/07\/2001<\/em>]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando sei stato in barca a vela per la prima volta? Nell&#8217;estate del 1999. A chi ti sei rivolto per imparare? All&#8217;Assonautica di Livorno. Il mio istruttore \u00e8 Giorgio Majoli. Quante volte sei andato a vela fino ad ora? 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