{"id":606,"date":"2023-01-31T14:40:37","date_gmt":"2023-01-31T14:40:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aigredoux.net\/?p=606"},"modified":"2023-01-31T14:40:37","modified_gmt":"2023-01-31T14:40:37","slug":"intervista-a-angela-messina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aigredoux.net\/?p=606","title":{"rendered":"Intervista a Angela Messina"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Di un romanzo, di solito, la prima cosa da raccontare \u00e8 la trama.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.aigredoux.net\/?page_id=757\" data-type=\"page\" data-id=\"757\">Per l&#8217;aperitivo<\/a><\/em> racconta di Chiara, una donna quarantenne, moderna, spavalda e tenacemente convinta della sua condizione di single, il che non contraddice il suo innamorarsi di Alessandro. La personalit\u00e0 di Chiara registra la contemporanea presenza di un lato sentimentale e di uno pi\u00f9 severo (risolto attraverso l&#8217;alter ego di Chiara-sulla-libreria), che prevalgono a turno. Il percorso che ne deriva vede Chiara agire, e reagire, per difendere la propria capacit\u00e0 di essere solitaria e cio\u00e8, in primo luogo, di assumere in prima persona la responsabilit\u00e0 delle sue scelte.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Leggendo il libro, peraltro, si ha la sensazione che la &#8220;storia&#8221; raccontata sia un elemento, in fondo, secondario rispetto alla descrizione di una condizione dell&#8217;anima.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quel che ho cercato di descrivere \u00e8 una strada femminile per uscire da schemi e modelli ancora forti, per emanciparsi dalla schiavit\u00f9 dei tradizionali comportamenti affettivi ed intellettuali. Francamente, il problema di raccontare una storia, di creare un plot, non mi preoccupa affatto. Anche il prossimo lavoro sar\u00e0 certamente meno complesso di Cent&#8217;anni di solitudine, e tuttavia penso si legger\u00e0 d&#8217;un fiato, come tutti &#8211; mi dicono &#8211; leggono d&#8217;un fiato Per l&#8217;aperitivo: probabilmente perch\u00e9 le donne in questo momento hanno interesse a capire pi\u00f9 che a fare. Io la penso cos\u00ec, e sento il bisogno di scrivere secondo questa convinzione.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Come presenteresti il libro in poche parole?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo me, la storia di Chiara \u00e8 il diario di una donna a cui succedono delle cose (non meno cose che a Bridget Jones o a Cenerentola), tuttavia il libro parla soprattutto del rapporto con se stesse, tutto \u00e8 visto &#8220;in soggettiva&#8221;; ma la novit\u00e0 \u00e8 che, nonostante ci\u00f2, questo non \u00e8 un libro intimista. Nello stesso tempo molti pensano che in questo libro &#8220;c&#8217;\u00e8 anche troppa roba&#8221;, quindi forse la sensazione di &#8220;poca trama&#8221; dipende proprio dallo stile che ho scelto.<\/p>\n\n\n\n<p><em>A pagina 25 chiedono a Chiara se davvero sta bene senza un fidanzato e lei risponde: &#8220;Io non sono sola, sono un tipo solitario, \u00e8 diverso&#8221;. Perch\u00e9 la generalit\u00e0 delle persone sembra avere tanta difficolt\u00e0 a comprendere che anche soli si pu\u00f2 essere sereni?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Io sono la prima a non credere e a non voler teorizzare una &#8220;serena condizione di vita da soli&#8221;; per questo ho voluto che Chiara, single convinta, avesse una storia d&#8217;amore, per quanto sgangherata. Ci\u00f2 che \u00e8 difficile, difficilissimo, \u00e8 avere un profondo dialogo con se stessi, che permette di farsi compagnia quando da soli, per cause di forza maggiore, ci si ritrova. Ma che ci deve sempre essere, anche quando si \u00e8 accoppiati, sposati, con figli. E comunque Chiara non \u00e8 sola, \u00e8, come dice lei stessa, solitaria: cosa diversa.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il riassunto dell&#8217;incapacit\u00e0 di comprendere la dimensione autonoma della protagonista lo troviamo nel personaggio di Alessandro, individuo che si aggiunge alla lunga teoria di uomini (letterari e cinematografici) relativamente meschini, abbastanza egoisti, assai inconcludenti e, alla fin fine, francamente insopportabili.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tutti gli uomini che hanno letto il libro dicono che questo Alessandro \u00e8 una schifezza. Tutte le donne dicono che \u00e8 un personaggio azzeccatissimo, certamente indeciso e presuntuoso ma anche affascinante. Chiara ne \u00e8 innamorata, \u00e8 dalla sua parte, lo difende, anche se alla fine non vuole sposarsi.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Sebbene un personaggio cos\u00ec precisamente incapace di comprendere Chiara svolga bene il suo compito rispetto all&#8217;idea di fondo del romanzo, non pensi di aver reso un&#8217;immagine di Alessandro troppo compatta nella sua insulsaggine e, perci\u00f2, meno credibile di Chiara? Insomma, non ti sembra di aver fatto un po&#8217; troppo il tifo per la tua protagonista?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Io non faccio assolutamente il tifo per Chiara: il problema \u00e8 che gli uomini di cui ci innamoriamo sono cos\u00ec&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ti ringrazio a nome della categoria.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8230; anche se loro pensano di essere molto diversi da Alessandro.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Cambiamo argomento. Per l&#8217;aperitivo offre ampio spazio a discipline quali la danza e il nuoto, alla pratica della lettura, alla tua personale passione per le metropoli. Si tratta di pagine dotate di autonomia propria e, a dirla tutta, sono quelle che ho preferito.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ormai \u00e8 assodato: il capitolo sul nuoto \u00e8 quello che piace di pi\u00f9, piace moltissimo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Dal punto di vista tecnico, il dettaglio che salta all&#8217;occhio \u00e8 l&#8217;uso delle note a fine capitolo, davvero insolito in un romanzo. Sei soddisfatta dell&#8217;esito letterario di questa scelta? Pensi di ripeterla?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;uso delle note \u00e8 stato un rischio calcolato, perch\u00e9 possono rallentare o disturbare la lettura. Per fortuna nessuno mi ha detto questo. Io non avrei mai potuto rinunciarvi in quanto questo esercizio tecnico mi ha permesso di creare le basi per lo stile che adotter\u00f2 nel prossimo romanzo. Non pi\u00f9 note quindi, ma un&#8217;altra scelta tecnica per me molto interessante.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Di pagina in pagina, la protagonista ci informa con dovizia (anche in modo divertente, come nel caso delle pagine sui posti &#8220;in capo al mondo&#8221; dove sarebbe disposta a seguire l&#8217;uomo della sua vita) su che cosa le piace e che cosa non le piace, su che cosa trova giusto e cosa no. Agli antipodi di Alessandro, Chiara non vacilla mai.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Curioso vedere in un personaggio che alla fine del libro attraversa una profonda crisi esistenziale un personaggio &#8220;che non vacilla mai&#8221;. Chiara \u00e8 un personaggio con molti dubbi, titubanze, incertezze, litiga con se stessa, si prende in giro; \u00e8 quanto di meno monolitico esista.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Forse \u00e8 pi\u00f9 esatto dire che vacilla intorno ad alcune certezze?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Vacilla, vacilla; ma alla fine pu\u00f2 contare su se stessa. Il &#8220;passo a due&#8221; dell&#8217;ultimo capitolo non \u00e8, come nella danza, l&#8217;espressione dell&#8217;amore romantico con il principe azzurro, \u00e8 la testimonianza che il suo alter ego le \u00e8 vicino.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La mia &#8220;Seconda legge sulla scrittura&#8221; afferma che &#8220;ci si siede per scrivere come si vuole, e ci si alza avendo scritto come si sa&#8221;. Tu di mestiere fai la giornalista: quanto ti ha condizionato il tuo modo di scrivere abituale?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lo stile di questo libro non ha niente a che vedere con lo stile giornalistico, neppure per contrapposizione. Io ho cercato di distaccarmi da uno stile letterario e di avvicinarmi a uno diretto, colloquiale, sempre all&#8217;interno di una ricerca sullo stile narrativo. A quanto pare ci sono riuscita: leggendo accanitamente negli ultimi cinque anni letteratura anglosassone con questo preciso scopo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Una scelta che non sempre mi ha convinto \u00e8 l&#8217;altissimo numero di citazioni. Anche se scampa con sicurezza, a parer mio, alla possibile critica di essere pedante, pu\u00f2 sembrare che Chiara viva ogni sua sensazione (o certezza) attraverso il filtro costante del pensiero altrui.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 un lettore \u00e8 colto meno ha amato le citazioni. Sono contenta del mio amico R. che si \u00e8 comprato Lodoli perch\u00e9 l&#8217;ho citato io; della mia amica L. che ha comprato <em>Emicrania<\/em> per come ne ho scritto: mi pare che questo dica tutto &#8230; Chiara ama leggere e lo esterna (anche questo rivela una sua sottile insicurezza, il bisogno che gli altri capiscano e condividano il suo pensiero: come vedi vacilla &#8230;).<\/p>\n\n\n\n<p><em>Per l&#8217;aperitivo \u00e8 il primo romanzo che pubblichi ma non \u00e8 il primo che scrivi. Che differenze trovi fra i tuoi primi tentativi e questo lavoro pubblicato da Mazzanti?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il primo romanzo che ho scritto era bello, ambizioso, l&#8217;ho amato; ma ero prigioniera di uno stile manzoniano (cos\u00ec ti insegnano a scrivere) che non poteva funzionare. Era una serie di esercizi di danza alla sbarra perfettamente eseguiti. <em>Per l&#8217;aperitivo<\/em> \u00e8 gi\u00e0 una piccola coreografia liberatoria che viene da una mia (solo mia) voce interiore. Non a caso la danza mi ha molto aiutato a liberare la scrittura: come \u00e8 successo a Paul Auster, che cito all&#8217;inizio del libro.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Nel futuro della tua scrittura avremo ancora Chiara?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per l&#8217;aperitivo \u00e8 il primo volume di una trilogia. Nel prossimo non ci sar\u00e0 pi\u00f9 Chiara, ci sar\u00e0 Lucilla, una vera peste!!<\/p>\n\n\n\n<p>[<em>Contenuto pubblicato per la prima volta su antoniomessina.it il 16\/11\/2002<\/em>]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di un romanzo, di solito, la prima cosa da raccontare \u00e8 la trama. 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